Il mistero della Trinità
Written by Ileana Mortari   
Sunday, 21 July 2019 10:25

Di tanto in tanto qualcuno, sapendo della mia competenza biblico-teologica, mi chiede di spiegare il dogma della Trinità, le basi bibliche, gli sviluppi storici del dogma, etc. Ho deciso pertanto di pubblicare il seguente mio contributo.

IL  MISTERO  DELLA  TRINITA'

Quello della Trinità è certamente il mistero principale del cristianesimo, la sua “carta di identità”, l’elemento che lo distingue da tutte le altre religioni, sia quelle rivelate dell’Occidente (ebraismo e islam) che quelle “sapienziali” dell’Oriente.

 

Il mistero trinitario è alla base della fede cristiana, eppure paradossalmente, pur se la fede dei primi cristiani di fatto era già trinitaria (cfr.Mt.28,16), il termine stesso Trinità compare solo alla fine del II° secolo d. Cr. con Teofilo di Antiochia, per indicare il mistero del Dio che è ad un tempo Uno e rivelato in tre Persone: Padre Figlio Spirito Santo. La riflessione teologica viene poi ampiamente sviluppata nel IV-V secolo (età dei Padri della Chiesa), ma purtroppo fu pure oggetto di varie controversie.

Si rese così necessaria una definizione del “dogma” trinitario (ricordiamo che il dogma è principio certo e verità inconfutabile da credere e professare per dirsi cristiani); e questo avvenne al Concilio di Nicea (325 d.Cr.), dove si affermò la consustanzialità del Figlio con il Padre, e a quello di Costantinopoli (381 d.Cr.), dove si definì la divinità dello Spirito Santo.

Il traguardo conclusivo fu poi raggiunto ai tempi di S. Tommaso.

 

E davvero nel corso dei secoli lo Spirito Santo ha guidato e guida alla “verità tutta intera” (cfr. Giov.16,13), se consideriamo la ricchezza di approfondimenti e ulteriori comprensioni che ci ha donato sul grande mistero fino all’epoca odierna.

"Credo in un solo Dio"

Questa professione di fede è comune anche agli Ebrei e ai Musulmani; Ma per i cristiani non è sufficiente; noi aggiungiamo: "Padre e Figlio e Spirito Santo". Dio non è solitudine infinita, è comunione di luce e di amore, è vita donata e ricevuta in un eterno dialogo tra il Padre e il Figlio nello Spirito Santo.

E’ la storia di Gesù che ci porta alla sorprendente scoperta che Dio non è solitario, ma è comunione; lo si vede al Battesimo del Signore, quando, mentre Egli prega, scende su di Lui lo Spirito come colomba e si ode la voce di Dio Padre.

 

Specie nel vangelo di Giovanni, il Nazareno apre vari squarci su questo mistero nei bellissimi “discorsi di addio” dei capp.13-17, dai quali emerge ad un tempo l’uguaglianza e la differenza delle tre Persone. Così in 15,15 leggiamo: “Tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi”: Gesù è la pienezza della Rivelazione, ma a sua volta ha ricevuto tutto dal Padre; 16,15: Gesù dice del Padre: “Tutto quello che il Padre possiede è mio”; 16,16: Gesù dice dello Spirito: “Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà”.

 

In Giov.16,14-15 viene ripetuta la strettissima consonanza che c’è tra il Padre e il Figlio da un lato e tra il Figlio e lo Spirito dall’altro. Il Figlio partecipa a “ciò che è del Padre” (v.15), e l’azione dello Spirito consiste nella comunicazione di “ciò che è di” Gesù (vv.14 e 15). Allora, come Gesù ha rivelato il Padre, così lo Spirito rivela il Figlio, permettendo il riconoscimento della sua opera come proveniente dal Padre.

 

Dunque c’è uguaglianza nelle tre Persone. Ma nello stesso tempo c’è differenza all’interno della Trinità e diversi sono i ruoli delle tre Persone nei confronti degli uomini.

 

“Dio è amore” è la grande rivelazione del 4° vangelo. Ora, che cos’è l’amore? Una unione di persone, di cuori, ma nello stesso tempo è un’unione di “differenze”: i due che si amano si arricchiscono reciprocamente delle loro differenze.

 

DIO E' PADRE - proprio come il padre che tutti noi conosciamo: punto di riferimento certo, persona cui rivolgersi in ogni difficoltà, e del cui amore per noi non possiamo minimamente dubitare; proviamo a ripetere con calma, e pensandoci, il "Padre nostro".

Il Padre è più grande di me” (Gv.14,28). Il Padre è più grande perché tutto quanto avviene proviene da Lui e da Lui viene condotto al fine, anche l’invio del Figlio e la sua glorificazione; e tutto il ministero di Gesù non tende ad altro che a far conoscere il Padre (cfr. Giov.1,18) e a glorificarlo.

DIO E' FIGLIO - cioè è il Verbo in cui tutto è stato creato; è la Parola di vita, che ha detto di se stesso "Io sono la via, la verità, la vita" (Giov.14,6); è Colui che ci rivela il Padre e il Suo immenso amore.

DIO E' SPIRITO – quello Spirito che Gesù morendo ha donato agli uomini e che ci fa capire, approfondire e attualizzare tutto quello che ha detto Gesù, il Figlio; ciascuno di noi l'ha ricevuto nei Sacramenti del Battesimo e della Cresima; da allora è nostro Ospite, ma quanto Lo conosciamo? quanto ne avvertiamo la presenza?

Lo Spirito, che il Padre invia tramite il Figlio, è Colui che “insegna ogni cosa” e “ricorda tutto ciò che Gesù ha detto”; cioè fa comprendere il senso e la portata delle parole di Gesù, permette di interiorizzarle e di attualizzarle in ogni tempo.

E’ grazie al dono dello Spirito che lo stesso evangelista Giovanni ha potuto percepire la profondità della Persona e del messaggio di Gesù, che costituiscono l’oggetto del suo racconto, e la straordinaria possibilità che ci descrive in questa pagina: “Se uno mi ama……il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. (v.23)

 

S. Agostino scrive suggestivamente nel suo “De Trinitate”, che rappresenta il punto di arrivo della speculazione trinitaria dei Padri della chiesa: “Dio Padre, nel pensare, genera interiormente la propria sapienza, o Verbo. Ma è soprattutto una relazione di amore che lega la mente pensante al suo Logos. Allora, se vedi la carità, tu vedi la Trinità. Il Padre è donazione infinita senza riserve, il Figlio è accoglienza attiva, lo Spirito è perfetta unità di colui che dona e di colui che accoglie. Sono tre: l’Amante, l’Amato, l’Amore.”

 

S.Caterina da Siena (XIV° sec.): “Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo; e quanto più trovo, più cresce in me la sete di cercarti….Ho visto che sono tua immagine per quella intelligenza che mi viene donata dalla tua potenza, o Padre eterno, e dalla tua sapienza, che viene dal tuo Unigenito Figlio. Lo Spirito Santo, poi, mi ha dato la volontà con cui posso amarti”.

 

Arrivando al XX° secolo, leggiamo in “Sulla Pentecoste” di Yves Congar, uno dei “padri” del Concilio Vaticano II°:

 

“La rivelazione ci mostra Dio Padre che crea tutte le cose e si inserisce sempre più profondamente nella sua creazione, e dona sempre più profondamente se stesso, per far partecipare l’uomo alla sua vita….Ma, quando si tratta di portare agli uomini una rivelazione e una salvezza, il Figlio è inviato e pertanto impegnato personalmente…Poi, quando si tratta di far appropriare e rendere interiori negli uomini la rivelazione e la salvezza del Figlio, lo Spirito Santo è inviato e pertanto personalmente impegnato nell’opera di Dio.” “Il Padre è come il braccio (forza, origine del movimento); il Figlio è come la mano; lo Spirito Santo è come le dita che modellano in noi l’immagine di Dio”.

 

Possiamo ancora considerare che nessuna delle tre Persone supera le altre in eternità, perfezione, potere. Tuttavia il Padre è il 1° perché dona e non riceve, il Figlio è il 2° perché riceve dal Padre, lo Spirito è il 3° perché procede dal Padre attraverso il Figlio. Vivono l’uno per l’altro, l’uno con l’altro, l’uno nell’altro, in perfetta unità e reciprocità dinamica. Ciascuno è se stesso in quanto tutto rivolto agli altri e si compenetra con essi in uno slancio inesauribile di vita, che esce eternamente dal Padre e al Padre eternamente si volge. (Cfr. Catechismo degli Adulti, p.176)

 

“Come tre soli, ciascuno è contenuto nell’altro, così che c’è una sola luce, data l’intima compenetrazione” (S. Giovanni Damasceno, 8° sec. d. Cr.)

 

Certo, si deve sempre ricordare che ci troviamo di fronte a un mistero; d’altronde è vero che “L’ultimo passo della ragione è riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la sorpassano…” (Pascal). E tuttavia il “mistero di Dio non è un muro contro cui l’intelligenza si infrange, ma un oceano dove l’intelligenza si perde” (Gustave Thibon).

“La Trinità: modello di vita autentica”

Se Dio si realizza nella comunione, è così anche per noi uomini. In principio Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza». L'uomo è creato non solo a immagine di Dio, ma ancor meglio a immagine della Trinità. Davanti alla Trinità comprendiamo perché la solitudine fa paura: è contro la nostra natura.

PAPA FRANCESCO cinque anni fa nella Domenica della Trinità (2013) disse: Il nostro Dio è AMORE. Non è un amore sentimentale, emotivo, ma l’amore del Padre, che è all’origine di ogni vita, l’amore del Figlio che muore sulla croce e risorge, l’amore dello Spirito che rinnova l’uomo e il mondo……La Santissima Trinità non è il prodotto di ragionamenti umani; è il volto con cui Dio stesso si è rivelato.

Dio ha sempre camminato con il suo popolo Israele; Gesù ha camminato sempre con noi e ci ha promesso lo Spirito Santo che è fuoco, che ci insegna tutto quello che non sappiamo, che dentro di noi ci guida, ci dà delle buone idee e delle buone ispirazioni.

 

CONCLUDENDO, possiamo dire con Mons. Cosmo Ruppi: “La Trinità è un mistero, ma è anche fonte della nostra gioia. Dalla comunione trinitaria nasce anche la comunione della Chiesa, la comunione dei cristiani. Questo mistero noi non l’avremmo mai conosciuto se non l’avesse rivelato Gesù stesso: veniamo dalla Trinità e andiamo verso la beatitudine celeste, in cui non ci porremo le domande di oggi, ma godremo della visione di Dio non più come in uno specchio, ma faccia a faccia. Questa è la nostra fede, questa è la nostra speranza!”

 

 

Ileana Mortari

 

 

 

 

Last Updated on Sunday, 21 July 2019 10:36
 
Sette e manipolazione mentale
Written by Ileana Mortari   
Thursday, 11 July 2019 06:55

 

Ileana Mortari per Facebook

MA DIO, DOV’E’?

Una ricerca-inchiesta a puntate sulle principali SETTE in Italia.

Essa inizia con l’8° opuscolo dopo 7 libretti sui Testimoni di Geova, che si possono richiedere alla sottoscritta, in digitale e/o in cartaceo.

<< Le sette e il controllo mentale sono un pericolo per la salute fisica e psicologica; si tratta di un allarme sociale in crescita.
Negli ultimi decenni, nel mondo occidentale, si sta assistendo al diffondersi di gruppi religiosi o pseudo religiosi, o magici, o salutistici; hanno caratteristiche tali da rappresentare dei veri e propri pericoli per la libertà personale, la salute dell’individuo, la proprietà, l’educazione e le istituzioni democratiche…… Per ogni persona che entra in una sètta molti altri subiscono l’impatto: genitori, figli, amici e famiglia soffrono perdite personali e spesso anche economiche. Rispetto alla portata del danno sociale e individuale causato dalle sètte, sono ancora troppo poche le organizzazioni che aiutano a prevenirne o a minimizzarne le conseguenze. >> (Igor Vitale, psicologo clinico)

L’allarme è chiaramente confermato da questo dato: nel 2011 in Italia c’erano 1 milione e mezzo di affiliati, oggi ce ne sono 4 milioni (dati altamente presumibili, perché la certezza statistica in questo campo è impossibile).

 

In questo opuscolo vengono pertanto esaminati i concetti di setta, manipolazione mentale, controllo di comportamenti, pensieri, informazioni ed emozioni perpetrato dalle sette sui propri adepti.

 

Seguono vari esempi di fatti accaduti all’interno dei culti e rivelati dai fuoriusciti, nonché indicazioni per un’opera di informazione e prevenzione, che evidentemente è tanto più necessaria oggi, data la gravità della situazione, cui contribuiscono non poco gli strumenti telematici.

 

Un libro che tutti dovrebbero leggere è “Nella setta” di Piccinni-Gazzanni, ed. Fandango, uscito da meno di un anno e dunque ben aggiornato sul problema.

 

Ileana Mortari, saggista 11-7-2019

 

 

Last Updated on Thursday, 11 July 2019 07:00
 
Come fare con i Testimoni di Geova
Written by Ileana Mortari   
Friday, 21 June 2019 20:00

 

COME COMPORTARSI CON I TESTIMONI DI GEOVA CHE INCONTRIAMO PER STRADA O BUSSANO ALLA NOSTRA PORTA?

Nel giugno 2019 su una pagina Facebook, alla domanda riportata nel titolo sono seguite ben 173 risposte: andavano dalla disponibilità al dialogo al netto rifiuto a causa dell’invadenza o dell’insistenza protratta.

Personalmente mi occupo dei TdG da due anni; studio la loro storia, l'uso o meglio lo stravolgimento che fanno della Bibbia, l'atteggiamento persecutorio e colpevolizzante verso chi dissente o esce, e tanto altro. Leggo libri di maestri come Minuti, Sconocchini, R.Franz, Polidori, etc. e mi informo da chi, in gruppi o associazioni, con l’aiuto di esperti, da oltre 30 anni cerca di dare una mano ai fuoriusciti.

Quanto al dialogo, inizialmente ho fatto alcuni tentativi. Ma l’esperienza mia - e di tanti altri - mi ha portato a questa conclusione: purtroppo con i TdG mancano fin dall’inizio le premesse per un dialogo corretto; essi non sono veramente interessati al pensiero dell'interlocutore; appena una persona si discosta dalle loro teorie, le dicono che ha capito male o che deve informarsi meglio; a parte qualche eccezione, in genere hanno un solo scopo: "conquistare" adepti e convincere la gente a fare lo “studio biblico”.

Se però si sapesse che dietro tale studio sta una traduzione dei testi originali ebraici e greci fatta dalla WatchTower, senza competenze adeguate, al solo scopo di dare una base scritturale alle dottrine geoviste e NON RICONOSCIUTA DA ALCUN BIBLISTA AL MONDO, magari una persona ci penserebbe due o più volte prima di accettare. Quindi, da parte mia, il “dialogo” verso i TdG consiste unicamente in questo, e lo faccio di cuore: prego spesso perchè sia accelerato il momento del loro "risveglio", con relativa uscita dalla Torre di Guardia, così che magari non facciano in tempo a generare figli, che dovrebbero portare le conseguenze (per lo più drammatiche) di una SCELTA NON LORO, e spesso e volentieri irreversibile.


Ho poi constatato, che, ad onta del nostro tempo telematico, in genere c’è una grande ignoranza riguardo sia alla Congregazione di Warwick che alle altre derive settarie, che purtroppo, anche grazie ai social, stanno notevolmente ingrossando le fila.

Mi permetto pertanto di suggerire alcuni strumenti per una maggiore conoscenza: i miei 7 opuscoli sui TdG che usciranno sul sito www.chiediloallateologa.it e intanto si possono richiedere al mio e-mail (sono disponibili pure in cartaceo); il sito www.infotdgeova.it; il libro “Nella setta” di Gazzanni-Piccini, ediz. Fandango 2018, di cui segue la recensione.

Dott. Ileana Mortari e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it 21-6-2019

 

 

 

Last Updated on Wednesday, 26 June 2019 19:32
 
« StartPrev12NextEnd »

Page 1 of 2

I piu' letti


Powered by Joomla!. Designed by: business hosting virtual private server Valid XHTML and CSS.